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mercoledì 4 maggio 2016

27 Aprile 2016...arriva Datterino...

Giraffino!

Scrivo a distanza di una settimana, il mio secondogenito ha già una settimana...quante emozioni...ringrazio sempre la mia cara amica e guru E. per avermi dato la dritta 4 anni fa di iniziare un diario durante la gravidanza e oltre del Castorino...il diario ha ricevuto di getto le emozioni e i ricordi del mio secondo parto a distanza di 12 ore. Questo post sarà un flash back alla notte prima e alla mattina in cui è arrivato Datterino...perchè voglio che anche la sua nascita rimanga indelebile nella mia memoria, un ricordo vivo, è stata più dura stavolta, alcuni di voi potrebbero dirmi "potevi fare l'epidurale, sei una masochista" e io so già come rispondervi, cari saputelli, ancora una volta ho scoperto quanto quel dolore abbia avuto uno scopo: la vita non è mai facile, è fatta di salite...se andassimo in bicicletta e la strada fosse tutta un piano, che stufita!
L'impegno, la costanza, la testa concentrata verso l'obiettivo servono anche nel parto e ti fanno arrivare con fatica alla fine del tunnel insieme a due occhi dolci, grandi e pieni di passione e le mani forti di un marito che è figo da morire e che ho stretto più forte che potevo...ma non voglio spoilerare...ecco il mio secondo parto!

A mezzanotte ho rotto le acque..che sensazione strana romperle a casa stavolta: stavo andando a dormire, l'ultima della casa a lavarsi i denti...e poi splash...rotte e tutto cambia.
Il liquido era limpidissimo e pochissime contrazioni, il fatto di aver comprato il sonicaid (strumento portatile per ascoltare il battito del bambino) ha aiutato: ho ascoltato il tuo cuoricino, tutto ok.
Ho aspettato un pò, ho fatto una doccia, mi sono lavata i capelli, ho sistemato le ultime cose in valigia, ho preparato i vestiti di tuo fratello per la mattina,e poi verso le 5 ho svegliato il tuo papà, abbiamo chiamato i rinforzi per poter "coprire" tuo fratello che dormiva beato ed ignaro di tutto e con le lacrime agli occhi per doverlo lasciare ci siamo diretti in ospedale. Le contrazioni c'erano ma erano ancora davvero sopportabilissime e il liquido continuava a scendere...in macchina con tuo papà è stato uno spasso: lo adoro quando, in preda all'agitazione, fa di tutto per farmi ridere, ho vive nella memoria le risate a caso, appunto, la radio che passa "bandiera gialla", le luci dell'alba...
Siamo arrivati in Sala Parto e M. il tuo angelo era già arrivata e con lei A., la dottoressa che ha seguito con amore la tua crescita in questi nove mesi, finiva il turno di notte...ma ti ha visto per l'ultima volta in ecografia prima di andare a casa dal suo bimbo ammalato.
La visita era buona: collo raccorciato, morbido, dilatato già di 3 cm...Verso le 7.30 i dolori sono iniziati ad essere forti: distanziati all'inizio, poi sempre più frequenti...pian piano che aumentavano pensavo dentro di me che un dolore così intenso non lo ricordavo con tuo fratello!Con lui è stato un dolore diverso, forte certo, ma non così intenso, così attanagliante, da togliere il fiato...faticavo a concentrarmi questa volta, facevo finta di essere a yoga e respiravo.
Poi pensavo, nei pochi momenti lucidi: "Io sono più forte del dolore, voglio cacciarlo, perchè voglio arrivare a Niccolò e stringermelo forte!"
Alle 8.45 M. con tutta la sua dolcezza mi visita e mi dice:: "Monichina sei andata avanti tantissimo: sei già sui 6 cm, manca poco!"e lì il dolore era davvero forte. A tratti piangevo, avevo paura, ma gli occhi grandi di M., lo stringere le mani di tuo papà bello come il sole e i suoi abbracci mi hanno aiutata ad avere più "fede", più coraggio in me stessa...Alle 9.20 circa ho iniziato un pochino a spingere, ma non con sicurezza, mi sembrava di non capire più nulla di quello che il mio corpo mi diceva, iniziavo ad impanicarmi, a perdere la luce...ma in fondo al tunnel c'erano sempre gli occhi raggianti di M. e la voce calda di M. che si è aggiunta in quegli attimi...non finirò mai di ringraziarle...mi hanno sempre guidato e hanno sempre attirato la mia attenzione...ho spinto e urlato...le spinte avevano un dolore diverso e poi ho sentito: "Monichina c'è la testa...spingi lentamente e soffia..."è quello che dico sempre anche io alle mamme arrivate a quel momento, a quando la testa del bimbo si "incorona", ma caspita essere dall'altra parte in quel momento è stato allucinante!!Era davvero difficile assecondare questo consiglio, non riuscivo ma sempre grazie a M. e a M. sono riuscita a dosare la spinta, e ho sentito realmente fuoriuscire la tua testolina e appena dopo le tue spalle...e dopo due secondi eri lì sulla mia pancia, pelle a pelle e ho avuto un flashback: sembravi il Castorino...ma poi ho guardato meglio ed eri tu Datterino...tu che mi hai scalciato sul fianco sinistro per tutto l'ultimo mese di gravidanza, che ero così impaziente di conoscere e di abbracciare...Una risata liberatoria, lo sguardo amorevole di tuo papà, gli occhi emozionati di chi mi ha seguito con amore durante il travaglio, la gioia di un cuore gonfio d'amore che di più non si può...perchè il parto è qualcosa di atavico, di primordiale, di animale...doloroso ma mi ha portato a te...un'emozione immensa!!!
La placenta ci ha messo qualche attimo in più del previsto ad uscire ma è arrivata e in quei momenti, lo ammetto, ho fatto l'ostetrica rompipalle "ma adesso andrò in sala operatoria?io non voglio!Perchè non esce ancora?"!!I punti uno o due, sulla forchetta, ma nulla di che...
E poi...il totale relax nel guardarti e l'attesa impaziente nel vedere il primo incontro tra te e tuo fratello che è stato emozionante: lui dolcissimo...mi mancava tanto e mi sembra cresciuto tantissimo...il mio cuore ha posto per entrambi...non lo credevo possibile ma è così!
Buona vita giraffino del mio cuore!

sabato 14 novembre 2015

#PrayForParis




14 anni fa ero in corso Buenos Aires in macchina con mia mamma alla ricerca degli  ultimi libri per iniziare un nuovo anno di liceo...ricordo come se fosse oggi che ascoltavamo la radio e ad un certo punto la musica si interrompe,l'incanto di quel momento, se vogliamo, un pò frivolo svanisce e il conduttore annuncia: "ci arriva la notizia che NY e'stata attaccata...le torri gemelle sono state attaccate".
Erano ancora notizie confuse,non c'era ancora nulla di chiaro ma io e mia mamma ci guardavamo sconcertate...arriviamo a casa e ricordo mia sorella maggiore incollata al televisore della taverna,visibilmente scossa, che dice: "una cosa mai vista". Guardiamo con lei le immagini e rimango sconvolta...due aerei colpiscono il simbolo di una città che è la Città per antonomasia...due aerei contro due grattacieli...le immagini , che ho ancora impresse nella memoria come tutti noi,  sono le persone ricoperte di polvere che camminano come zombie per le vie di Manhattan e l'immagine straziante di uno dei tanti lavoratori che per la disperazione si getta da piani altissimi del grattacielo...la parola terrore che, fino a quel momento, nell'animo di un'adolescente come me era una parola sconosciuta e anche,se volete,lontana dalla realtà perchè quando si vive  l'adolescenza si ha, per assurdo, la certezza e la convinzione di affermare:  "sono invincibile, non mi accadrà mai nulla", è entrata a far parte del mio vocabolario e ho iniziato a prendere dimestichezza con questo stato d'animo.
Ieri ho trascorso con i miei due uomini la serata fuori a cena e dopo essere rientrati, dopo aver messo a letto il Piccolo e fatti due ordini online, all'alba delle 23 io e mio marito ci mettiamo sul divano.

Mio marito mi dice"accendiamo un attimo la tv perché ho letto sul telefono adesso che c'è stata una sparatoria a Parigi"...tutte le reti trasmettono la stessa cosa e gli stessi collegamenti.
Scopriamo che non è stata solo una sparatoria, ci sono state diverse esplosioni e i punti colpiti sono il simbolo della nostra quotidianità: alcuni cafè, un ristorante, il quartiere nei pressi dello stadio dove si stava giocando una partita  e, il posto che più mi ha fatto effetto, un teatro dove un gruppo suonava per una data che era andata sold out, dove c'erano un sacco di ragazzi che avevano deciso di passare il loro venerdì sera all'insegna della musica e della spensieratezza...ISIS, integralisti islamici sono loro che rivendicano l'attacco: "La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini oggi beve dalla stessa coppa" così affermano...Non voglio parlare di politica, non ne ho i mezzi, anche se mi informo, ma non è questa l'intenzione del mio blog, voglio solo parlare di sentimenti ed emozioni...
Ieri sera ho pianto, e non me ne vergogno, ho pianto per la paura, per il dolore, per tutte quelle vite spezzate, per il fatto che non mi sento più sicura, per il fatto che non si può decidere liberamente di andare a trascorrere il venerdì sera con la propria famiglia al ristorante, per il fatto che mio figlio era nel letto tranquillo ma che io non lo ero, per il fatto che non so come fare per garantire a lui e al figlio che porto in grembo un avvenire migliore, lontano dall'odio e dalla violenza...sono crollata e ho pianto tanto e ho passato una nottata agitata...
Stamattina mi sono svegliata con la stessa sensazione: il dolore e la paura avevano ancora il sopravvento. Ho letto tante cose sui social e sui giornali, mi sento solo di esprimere questo: stiamo attenti, come al solito, a non generalizzare, queste persone orrende e malate esistono, è vero, ma per fortuna sono poche.
I rifugiati che scappano da quei paesi consumati dal terrore e dalla violenza non sono gli stessi che scatenano questi orrori, non incitiamo al razzismo, sono stati proprio i nostri valori di solidarietà e di apertura mentale a farci diventare un paese multietnico...non insegnamo ai nostri figli il pregiudizio...il pregiudizio genera violenza e razzismo.
Non fraintendetemi, sono arrabbiata anche io e tanto ma faccio in modo che dentro di me questa rabbia si trasformi, si trasformi in speranza e voglia di cambiare, voglia di lottare.
Voglio sperare per mio figlio, per il futuro che verrà...non voglio e non posso credere che non ci sia speranza, non ci si deve far piegare da queste persone, dobbiamo reagire...in questi momenti mi risuona in testa la canzone Imagine...ascoltarla oggi mi ha ridato coraggio e speranza è quello che mi auguro per tutti noi, per tutto il mondo...prima o poi accadrà ne sono certa, o meglio, ne sono fiduciosa...come dice Lennon: "You may say I'm a dreamer..." forse sono solo una povera sognatrice ma è quello che mi auguro e quello che desidero trasmettere a mio figlio: il desiderio di un mondo migliore, un mondo unito dove tutti vogliono il bene dell'altro, dove non esistono bombardamenti, dove ognuno è libero di essere se stesso, dove non esiste pregiudizio, nè odio...se ognuno di noi ci crede e lotta ogni giorno per questo fin dai piccoli gesti, non sarà più un'utopia.
Quindi si oggi prego(anche se non so chi o cosa) per Parigi, per la Siria, per l'Afghanistan, per il Sudan, per il Congo e per tutti i luoghi, compresi quelli in cui siamo adesso e dove c'è violenza, odio, pregiudizio e  razzismo...

"Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in Peace"

J.Lennon, "Imagine"